Gabbie metropolitane
Data di pubblicazione 2013
ISBN:
Formato: 145 x 220
Pagine:
Prezzo: 17,00 euro

Collana Un balzo di Tigre

 
Gabbie Metropolitane
Modelli disciplinari e strategie di resistenza

Emilio Quadrelli
Emilio Quadrelli ci consegna una lettura della crisi attuale come una nuova grande trasformazione: ciò a cui abbiamo assistito in quest’ultimo lustro è il rovesciamento del paradigma del far vivere e lasciar morire intorno al quale si erano modellate le nostre società per un’intera fase storica. Il ritiro dello Stato dagli ambiti sociali, la fine del Welfare State, è la concreta esemplificazione di questo passaggio. Ma tutto ciò che cosa significa? Perché quell’attenzione per gli equilibri sociali, in una costante mediazione alla ricerca del consenso, si è repentinamente estinta? Perché, oggi, il potere è del tutto disinteressato alla crisi sociale?
Se una volta la forza di uno Stato si misurava sulla capacità di mettere a produzione il maggior numero possibile di individui (far vivere), mentre a essere lasciata morire era quella quota di popolazione “insana” che rappresentava un pericolo di infezione per il corpo della Nazione, oggi l’asserzione foucaultiana va rovesciata, poiché il potere agisce esattamente al contrario: far morire e lasciar vivere. È a partire da tale considerazione che Quadrelli espone una “tesi forte”: la rimessa in circolo, dentro il Vecchio Continente, di un modello coloniale, il quale però, a differenza del passato, non poggia sulla contrapposizione rigida tra un dentro e un fuori, ma uniforma le condizioni di tutti subalterni alle esigenze del capitalismo globale.
Attraverso un lavoro di ricerca sul campo, basato su interviste e racconti orali, in Gabbie metropolitane vengono descritte le trasformazioni nelle strategie di governo delle classi sociali subalterne in Italia tra la fine degli anni Settanta del secolo scorso e i nostri giorni. In particolare si analizza la diffusione, all’interno del mondo del lavoro, di pratiche disciplinari e di controllo di origine carceraria. Diversi modelli di sorveglianza e reclusione sperimentati all’interno del «pianeta-carcere», dalla riforma del 1975 ai CIE, vengono immediatamente utilizzati per il governo dell’intera società, determinandone in profondità gli assetti.
Emilio Quadrelli è nato a Genova nel 1956. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo La città e le ombre. Crimini, criminali, cittadini, Feltrinelli 2003, con Alessandro Dal Lago; Andare ai resti. Banditi, guerriglieri, rapinatori nell’Italia degli anni Settanta, Derive Approdi 2004; Autonomia Operaia, NdA 2008. Per i nostri tipi ha collaborato al volume Stadio Italia. I conflitti del calcio moderno (2010), ha curato l’antologia di Lenin Politica, guerra e pensiero strategico (2011) ed è autore di Algeria 1962-2012. Una storia del presente (2012).
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