Mestieri di carta

La presentazione dei Testi di Grotowski alla Pergola di Firenze

Giovedì 17 marzo alle 17:30 nel Foyer di Galleria del Teatro della Pergola

redazione

GetInline Giovedì 17 marzo alle 17:30, nel Foyer di Galleria del Teatro della Pergola, saranno presentati i volumi II e III dei Testi (1954-1998) di Jerzy Grotowski. Parteciperanno Mario Biagini, Renata M. Molinari, Carla Pollastrelli e Thomas Richards. La presentazione segna il primo appuntamento pubblico nel trentesimo anniversario del Workcenter, attivo dal 1986 a Pontedera grazie all’iniziativa del Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale.

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Le nomination dei Premi Ubu 2015

Carla Pollastrelli segnalata per i Testi di Grotowski editi da La casa Usher

Anna Bandettini

grotowsky IPrima c’è stato Burning Books #2, la distribuzione pubblica dei volumi del catalogo Ubulibri che dopo il festival di Santarcangelo si è svolta a Bologna all’Arena del Sole, poi l’Associazione Ubu per Franco Quadri, di cui faccio parte, ha presentato le nomination dei Premi Ubu 2015 la cui cerimonia di consegna si terrà a Milano – lunedì 30 novembre, alle 18.30, al Piccolo Teatro Grassi di via Rovello con il patrocinio e contributo del Comune di Milano e del Consiglio Regionale della Lombardia.

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Politiche industriali di sinistra o lotta di classe?

Considerazioni sul libro “Dove sono i nostri”

Stefano Macera

Capitalistpyramid_posterNon dovrebbero sorprendere i consensi sin qui ricevuti dal libro Dove sono i nostri. Lavoro, classe e movimenti nell’Italia della crisi (La casa Usher, Lucca, 2014). E’ infatti positivo che qualcuno si ponga l’obiettivo di affrontare seriamente la “questione delle questioni”, ossia com’è formato, oggi, il proletariato italiano.
Non si usa qui a caso l’avverbio seriamente. Troppo spesso tale nodo decisivo viene risolto aprioristicamente, ad esempio definendo la nostra classe di riferimento sulla base dell’intuizione, più o meno fondata, di alcune tendenze della realtà sociale e produttiva, senza successive verifiche di alcun tipo.
Di contro, vi è anche chi si basa esclusivamente sulla prassi quotidiana, per cui i soggetti raggiunti dal proprio intervento (che siano i disoccupati organizzati nelle liste o, poniamo, chi lavora nelle cooperative sociali) diventano automaticamente quelli centrali, le cui caratteristiche sarebbero rivelatrici della generale condizione degli sfruttati.

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Dove sono i nostri

Una recensione

Valerio Evangelisti

EVANGELISTI1Un libro unico nel suo genere, che non esito a definire indispensabile per tutti coloro che, in Italia, non si rassegnano a vedere la classe operaia continuamente calpestata e spogliata dei suoi diritti. A partire da uno fondamentale: il diritto… all’esistenza, nel senso del riconoscimento del fatto che esiste. Politici e sociologi si affannano da un pezzo a dire che la classe operaia propriamente detta non c’è più, che è stata assorbita dai ceti medi, che la sua materialità si è stemperata nella centralità del lavoro intellettuale. Salvo scoprire lotte vivaci che hanno a protagonisti facchini, braccianti, portuali, trasportatori e addetti alle pulizie. Oltre a operai di fabbrica “sopravvissuti” al dilagare del cosiddetto lavoro cognitivo.

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Quando arrivano i nostri?

Considerazioni sul libro dei Clash City Workers

Nique la Police

logo2Curiosamente, mentre leggo il lavoro collettivo dei Clash City Workers (Dove sono i nostri. Lavoro, classe e movimenti nell’Italia della crisi, La casa Usher, Firenze-Lucca 2014) mi arriva un testo, ordinato, di due studiosi dell’Hamilton College di New York (Henry Rutz, Herol Balkan, Reproducing Class: Education, Neoliberalism, and the Rise of the New Middle Class in Istanbul, BerghahnBooks, Oxford-New York, 2013): insomma la questione del ripensamento del concetto di classe, e della sua morfologia reale, finisce sempre per raggiungerti da più parti. Certo, il lavoro di Rutz e Balkan non solo riguarda un’altra classe, quella media, ma anche un altro paese, la Turchia, in un periodo economico molto diverso. Infatti buona parte del lavoro etnografico di Reproducing Class risale al periodo in cui il Pil turco cresceva mediamente del 4% annuo, anni ’90, mentre una parte successiva è del periodo in cui il prodotto interno lordo ha sfondato persino il 7% (metà anni 2000). Eppure il lavoro di Rutz e Balkan, come vedremo, finisce per tornare utile proprio per completare il commento al testo collettivo dei Clash City Workers. Leggi l’articolo

Sbrogliamo il garbuglio, troviamo il bandolo della matassa

Alcune riflessioni sul libro “Dove sono i nostri”

Salvatore Ricciardi

salvoFinalmente! È questa l’esclamazione che mi è venuta spontanea dopo aver girato l’ultima pagina del libro Dove sono i nostri. Finalmente! E adesso mettiamoci al lavoro. È un libro che molte e molti aspettavano e io con loro. Ma chi siamo quelli e quelle che lo aspettavano? Tanti, ma forse non tutto il “movimento”; per ora solo quelli che hanno una gran voglia di mettersi in gioco, di mettersi in movimento e gettarsi nella lotta, perché hanno la consapevolezza di essere parte di quel settore sociale, di quella classe che è costretta a vendere la propria forza lavoro per campare e dunque non possono fare a meno del conflitto, della resistenza e dell’offensiva, altrimenti soccombono.

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Che fanno “i nostri”? Lavorano…

Una recensione del libro dei Clash City Workers

Francesco Piccioni

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È da molto tempo che non si vedeva un libro di analisi economica e delle classi in Italia scritto da un gruppo di giovani militanti. Dove sono i nostri, fatica dei Clash City Workers dato alle stampe da La casa Usher, meriterebbe già solo per questo d’essere presentato. Ma c’è decisamente di più. Intanto per come nasce. All’indomani delle due giornate di ottobre – 18 e 19 – che hanno visto entrare in scena un soggetto sociale e politico di inattesa composizione (sindacati di base, movimenti territoriali, occupanti di case, ecc); e dall’esigenza di “inquadrare” la novità, di individuarne le ragioni e le radici, per delineare i percorsi del suo possibile – terribilmente necessario – allargamento. In definitiva, nasce dall’esigenza di capire – appunto – “dove sono i nostri”, gli altri come noi, districandosi nella rete infinita di somiglianze e differenze che alla fine ci fanno essere – e sentire – tutti completamente soli. Leggi l’articolo

Teatro e sport

A proposito del “dossier Pantani”

Marco De Marinis

Teatro e sport

A proposito del “Dossier Pantani” a cura di Gerardo Guccini pubblicato nell’ultimo annale di “Culture Teatrali” (22, 2013), attualmente nelle librerie.

Affinità, intrecci, rivalità
Che fra il teatro e lo sport esistano da sempre profonde affinità e anche forti rivalità, è cosa nota. Del resto, gli sport debbono essere considerati un genere di spettacolo dal vivo e, per parte sua, il teatro ha sempre contenuto a più livelli una dimensione competitiva, agonistica, a cominciare dal fatto che nella Grecia antica le tragedie e le commedie venivano presentate in vere e proprie gare, con tanto di vincitori e di premi. Leggi l’articolo

Emilio Quadrelli: consigli (o sconsigli) per gli acquisti

Algeria 1962-2012. Una storia del presente

Collettivo Militant

Algeria

Qualche mese fa a margine della presentazione di un suo libro su Lenin fra una chiacchiera e l’altra Emilio Quadrelli ci raccontò che stava lavorando a un testo sulla rivoluzione algerina di cui andava particolarmente orgoglioso. Oggi, dopo aver letto avidamente le oltre 300 pagine del suo libro editato dai tipi de La casa Usher possiamo capirne il motivo. Fin dalla prefazione Quadrelli sgombra il campo da ogni possibile equivoco; il suo non è un libro celebrativo, di quelli buoni da far uscire in occasione delle ricorrenze “a cifra tonda”, tanto per vendere qualche copia in più. Leggi l’articolo

Vetrina

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Nel 1970 Angelo Morganti, mercante d’arte alle prime armi, rimane folgorato da una grande tela quasi dimenticata nel magazzino di un importante antiquario londinese, il quale svela al giovane cliente che l’opera è La continenza di Scipione di Antoon van Dyck, uno dei maggiori artisti del Seicento [...]
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Il secondo volume dell’edizione italiana degli scritti di Jerzy Grotowski, Testi 1954-1998, dal titolo Il teatro povero, raccoglie interventi, interviste e articoli rigorosamente inediti in Italia, risalenti al periodo tra il 1965 e il 1969 [...]
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Uno spettro si aggira per l’Europa diceva qualcuno parlando dei proletari e delle loro istanze. Questa presenza spettrale – nel senso di pervasiva e inquietante – ha assunto oggi, nel discorso comune, dei media, della politica, una curvatura differente [...]
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