Dialoghi

Lettera a Giuliano Scabia

sull’anno che è passato dal tuo volo

di Massimo Marino
 

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Caro Giuliano,

è passato un anno da che ti sei incamminato per i sentieri di foreste che ancora non avevi esplorato, verso i Campi Elisi.

Molte cose sono cambiate nel nostro mondo, caro Poeta d’Oro, caro cavallante Angelico Viandante. La pandemia continua, anche se sembra meno pericolosa, ma miete ancora vittime. È accaduto quello che neppure tu avresti previsto, con i tuoi scatenati voli di immaginazione fino alle stelle, alle costellazioni, al mormorio che dette origine all’universo: è scoppiata la guerra.

Eppure ci avevi messo in guardia nella Commedia della fine del mondo, contenuta nel Lato oscuro di Nane Oca, mostrandoci giganteschi Dini che non volevano credere alla catastrofe incombente, orgogliosi della loro dinosaurica enormità e trascuranti i pericoli. In questo anno perfino a un consesso dell’Onu un velociraptor, qualche tempo dopo i tuoi mastodonti, lo aveva detto: “Siete sull’orlo di un disastro”.

Mentre voli fendendo le stelle o ci guardi insieme ai tuoi poeti rari dal Platano Alto dei Ronchi Palù, il favoloso paesaggio del tuo ciclo romanzesco dedicato al magico mondo del Pavano Antico e a Nane Oca – Giovanni che andò in oca per innamoramento – la tua famiglia si è allargata.

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intornohead

 

Una serie di iniziative per ricordare Omar Calabrese a dieci anni dalla scomparsa

 

 

La recensione di Libri con figure
di Andrea Rauch

Aldo Colonnetti, Corriere della Sera, 17 febbraio 2022

librifigureminiat«La parola da sola non è mai stata sufficiente per parlare al mondo e farsi capire. Le immagini e in particolare l’illustrazione hanno sempre accompagnato le nostre letture, la pubblicità e in generale tutta la comunicazione visiva contemporanea. Anzi, oggi l’illustrazione è uno dei linguaggi più ricorrenti nell’editoria, dai quotidiani alle riviste, ai libri, forse per la capacità di entrare direttamente in sintonia con una narrazione meno imperativa e «autoritaria» come appare la fotografia e tutto ciò che ha a fare con una documentazione certa e apparentemente inconfutabile.

 

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Politiche industriali di sinistra o lotta di classe?

Considerazioni sul libro “Dove sono i nostri”

Stefano Macera

Capitalistpyramid_posterNon dovrebbero sorprendere i consensi sin qui ricevuti dal libro Dove sono i nostri. Lavoro, classe e movimenti nell’Italia della crisi (La casa Usher, Lucca, 2014). E’ infatti positivo che qualcuno si ponga l’obiettivo di affrontare seriamente la “questione delle questioni”, ossia com’è formato, oggi, il proletariato italiano.
Non si usa qui a caso l’avverbio seriamente. Troppo spesso tale nodo decisivo viene risolto aprioristicamente, ad esempio definendo la nostra classe di riferimento sulla base dell’intuizione, più o meno fondata, di alcune tendenze della realtà sociale e produttiva, senza successive verifiche di alcun tipo.
Di contro, vi è anche chi si basa esclusivamente sulla prassi quotidiana, per cui i soggetti raggiunti dal proprio intervento (che siano i disoccupati organizzati nelle liste o, poniamo, chi lavora nelle cooperative sociali) diventano automaticamente quelli centrali, le cui caratteristiche sarebbero rivelatrici della generale condizione degli sfruttati.

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Quando arrivano i nostri?

Considerazioni sul libro dei Clash City Workers

Nique la Police

logo2Curiosamente, mentre leggo il lavoro collettivo dei Clash City Workers (Dove sono i nostri. Lavoro, classe e movimenti nell’Italia della crisi, La casa Usher, Firenze-Lucca 2014) mi arriva un testo, ordinato, di due studiosi dell’Hamilton College di New York (Henry Rutz, Herol Balkan, Reproducing Class: Education, Neoliberalism, and the Rise of the New Middle Class in Istanbul, BerghahnBooks, Oxford-New York, 2013): insomma la questione del ripensamento del concetto di classe, e della sua morfologia reale, finisce sempre per raggiungerti da più parti. Certo, il lavoro di Rutz e Balkan non solo riguarda un’altra classe, quella media, ma anche un altro paese, la Turchia, in un periodo economico molto diverso. Infatti buona parte del lavoro etnografico di Reproducing Class risale al periodo in cui il Pil turco cresceva mediamente del 4% annuo, anni ’90, mentre una parte successiva è del periodo in cui il prodotto interno lordo ha sfondato persino il 7% (metà anni 2000). Eppure il lavoro di Rutz e Balkan, come vedremo, finisce per tornare utile proprio per completare il commento al testo collettivo dei Clash City Workers. Leggi l’articolo

Sbrogliamo il garbuglio, troviamo il bandolo della matassa

Alcune riflessioni sul libro “Dove sono i nostri”

Salvatore Ricciardi

salvoFinalmente! È questa l’esclamazione che mi è venuta spontanea dopo aver girato l’ultima pagina del libro Dove sono i nostri. Finalmente! E adesso mettiamoci al lavoro. È un libro che molte e molti aspettavano e io con loro. Ma chi siamo quelli e quelle che lo aspettavano? Tanti, ma forse non tutto il “movimento”; per ora solo quelli che hanno una gran voglia di mettersi in gioco, di mettersi in movimento e gettarsi nella lotta, perché hanno la consapevolezza di essere parte di quel settore sociale, di quella classe che è costretta a vendere la propria forza lavoro per campare e dunque non possono fare a meno del conflitto, della resistenza e dell’offensiva, altrimenti soccombono.

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Che fanno “i nostri”? Lavorano…

Una recensione del libro dei Clash City Workers

Francesco Piccioni

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È da molto tempo che non si vedeva un libro di analisi economica e delle classi in Italia scritto da un gruppo di giovani militanti. Dove sono i nostri, fatica dei Clash City Workers dato alle stampe da La casa Usher, meriterebbe già solo per questo d’essere presentato. Ma c’è decisamente di più. Intanto per come nasce. All’indomani delle due giornate di ottobre – 18 e 19 – che hanno visto entrare in scena un soggetto sociale e politico di inattesa composizione (sindacati di base, movimenti territoriali, occupanti di case, ecc); e dall’esigenza di “inquadrare” la novità, di individuarne le ragioni e le radici, per delineare i percorsi del suo possibile – terribilmente necessario – allargamento. In definitiva, nasce dall’esigenza di capire – appunto – “dove sono i nostri”, gli altri come noi, districandosi nella rete infinita di somiglianze e differenze che alla fine ci fanno essere – e sentire – tutti completamente soli. Leggi l’articolo

Emilio Quadrelli: consigli (o sconsigli) per gli acquisti

Algeria 1962-2012. Una storia del presente

Collettivo Militant

Algeria

Qualche mese fa a margine della presentazione di un suo libro su Lenin fra una chiacchiera e l’altra Emilio Quadrelli ci raccontò che stava lavorando a un testo sulla rivoluzione algerina di cui andava particolarmente orgoglioso. Oggi, dopo aver letto avidamente le oltre 300 pagine del suo libro editato dai tipi de La casa Usher possiamo capirne il motivo. Fin dalla prefazione Quadrelli sgombra il campo da ogni possibile equivoco; il suo non è un libro celebrativo, di quelli buoni da far uscire in occasione delle ricorrenze “a cifra tonda”, tanto per vendere qualche copia in più. Leggi l’articolo

Novità

etaNeobarocca
Omar Calabrese
L’età neobarocca
euro 25.00
Tornare a leggere certi libri del passato è un’occasione per riconoscerne il valore e l’attualità. L’età neobarocca di Omar Calabrese – pubblicato nel 1987 per Laterza – vive da più di trent’anni fuori dal tempo perché continua a permettere letture innovative in relazione ai sempre più variegati momenti culturali della nostra società (…).
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Lucia Corrain
Il velo dell’arte
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Seconda edizione
È ormai un dato di fatto che sempre più frequentemente l’arte del passato e l’arte contemporanea vengano proposte l’una di fianco all’altra, mettendo in rete costellazioni di immagini che, a dispetto dei differenti media cui sono riconducibili, entrano tra loro in sinergia per dare luogo a nuove e inattese configurazioni di significato. (...)
copertalibriconfigure
Andrea Rauch
Libri con figure
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Andrea Rauch, dopo i due fortunati volumi Il racconto della grafica e Il racconto dell’illustrazione, propone un viaggio tra gli illustratori e le illustratrici degli anni Duemila: da Roberto Innocenti ad Armin Greder, da Brad Holland a Suzy Lee, a Lorenzo Mattotti, da Guido Scarabottolo a Chiara Carrer, a Tony Ross… […]
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Giuliano Scabia
Scala e sentiero verso il Paradiso
euro 20.00
Questo libro racconta una storia straordinaria che attraversa dal 1971 al 2005 l’Alma Mater, l’Università di Bologna. Siamo al mitico Dams agli inizi degli anni Settanta. Il regista Luigi Squarzina telefona al poeta e drammaturgo Giuliano Scabia e gli chiede di venire a insegnare [...]
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Andrea Rauch
Il racconto della grafica
euro 48.00
Seconda edizione
Questo libro è la prima grande storia sistematica e riccamente illustrata dei graphic designer, cioè dei progettisti della comunicazione visiva, comunemente detti grafici. […]
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Francesco D'Arrigo
Il senso del gioco
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Seconda edizione
Perché il calcio italiano è in crisi di risultati da anni? Come mai non siamo riusciti a stare al passo con le innovazioni di gioco prodotte in Spagna, in Germania e in Inghilterra? [...]
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Marvin Carlson
Luoghi per lo spettacolo
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Originale nella sua struttura, ben documentato e riccamente illustrato, il saggio insegue attraverso le epoche la complessità dell’esperienza di fruizione, fornendoci le chiavi per decodificare i messaggi provenienti dagli spazi teatrali. […]
copertina sul palco
Carlo Titomanlio
Sul palco
euro 25
La peculiare impostazione di questo libro nasce dalla convinzione che la storia della scenografia e dell’architettura teatrale non può essere raccontata e compresa senza fare riferimento ai generi, alle forme, agli eventi della storia del teatro. [...]
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