La Macchina della Pittura
Data di pubblicazione:
ISBN: 9788895065786
Formato: 170 x 240
Pagine: 300
100 riproduzioni a colori
edizione in brossura
Prezzo: 30,00 euro

I libri di Omar

 
La macchina della pittura
Pratiche teoriche della rappresentazione tra Rinascimento e Barocco

Omar Calabrese
La macchina della pittura è una delle opere più importanti di Omar Calabrese. Pubblicata da Laterza nel 1985 costituisce tuttora un punto fermo nella ricerca sul linguaggio delle immagini. Per il suo valore e per la sua fortuna quest’opera è stata scelta per inaugurare la collana “I libri di Omar”, che intende ricordare l’opera e l’insegnamento del noto semiologo e massmediologo Omar Calabrese scomparso di recente. La collana ospiterà i testi più importanti di Omar Calabrese, opere di studiosi di rilievo internazionale e i più significativi lavori degli allievi di Calabrese.
L’idea di fondo de La macchina della pittura è che nei dipinti vi sia una tensione teorica che porta le opere stesse, con il proprio linguaggio visivo a interrogarsi sul senso del fare pittura. Attraverso una serie di saggi su dipinti di un periodo compreso tra il Quattrocento e il Settecento il libro
presenta una teoria della pittura che utilizza la semiotica in un confronto con teorie di ambito diverso, come l’iconologia warburghiana, le teorie formali dell’arte, la topologia matematica e altre ancora. Grazie a queste aperture La macchina della pittura si presenta oggi come opera di grande attualità perché costituisce uno strumento importante per unire le preoccupazioni teoriche del periodo in cui è stata scritta e molte problematiche sviluppate più di recente, sia nell’ambito dei cosiddetti visual studies, sia negli ambiti della storia dell’arte più attenti agli aspetti teorici e interpretativi delle opere. Per il dibattito teorico attuale La macchina della pittura costituisce una grande lezione di metodo.
Omar Calabrese (1949-2012) ha insegnato per 22 anni all’Università di Bologna e successivamente è stato professore ordinario di Scienza della Comunicazione all’Università di Siena nonché direttore della Scuola Superiore di Studi Umanistici della stessa università.
È stato visiting professor a Yale, Harvard, all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, alla Complutense di Madrid e in molte altre università europee e americane.
È autore di oltre venti opere tra cui Il linguaggio dell’arte (1984), L’età neobarocca (1987), Mille di questi anni (1991), Breve storia della semiotica (2000), Tiziano, la Venere di Urbino (2003), Come si legge un’opera d’arte (2008).
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