L’arte dell’autoritratto
Data di pubblicazione: 2010
ISBN: 9788895065496
Formato: 170 x 240 mm
Pagine: 396
Cartonato
Prezzo: 58,00 euro

Storia e teoria delle arti

 
L’arte dell’autoritratto
Storia e teoria di un genere pittorico

Omar Calabrese
Il tema dell’autoritratto è stato affrontato molte volte nella storia dell’arte. Da un punto di vista iconografico, come raccolta di «uomini illustri», grandi artisti che hanno raffigurato loro stessi. Oppure indagato sulla relazione tra un momento storico e la nascita di un’ideologia, di una poetica o di un particolare fatto sociale. Naturalmente ci si è soffermati spesso su grandi casi individuali, come quelli di Rembrandt, van Gogh, Munch e pochi altri. Questo libro si propone di compiere un percorso diverso. In primo luogo, vuole essere un’effettiva «storia» dell’autoritratto, non come descrizione di una successione cronologica di eventi, determinata dalle date di esecuzione delle opere, ma come successione di concetti. Ciascuno ha origine in un momento particolare della storia, e di ciascuno si seguono separatamente gli sviluppi nel tempo. Così, nel primo capitolo, si parte dagli autoritratti come manifestazione di un’identità generica. Il secondo capitolo tratta dell’autoritratto nascosto in scene narrative. E così di seguito, ognuno dei tipi illustrati nei vari capitoli corrisponde a un concetto astratto: l’identità, la testimonianza autografa, il simbolo di un valore, la rivendicazione di un ruolo, il fondamento scientifico della raffigurazione di sé, la legittimazione sociale, la differenza sessuale, la maestria tecnica, le passioni, la negazione dell’identità. Ma tutti questi concetti intrattengono relazioni reciproche, e il loro insieme è così compatto che ci fa giungere alla conclusione che esista una vera e propria «teoria dell’autoritratto», elaborata lentamente ma saldamente in circa quattromila anni di tradizione. Questa teoria finisce con il coincidere con una più vasta teoria della rappresentazione, perché esprime e di volta in volta mette in discussione proprio i canoni di quest’ultima.
Dopo gli studi di linguistica all’Università di Firenze, Omar Calabrese ha insegnato per 22 anni all’Università di Bologna.
È stato visiting professor a Yale, Harvard, all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, alla Complutense di Madrid, a Valencia, Bilbao, Barcellona, Amsterdam, Anversa, Helsinki, Buenos Aires, Bogotà, Praga e Vienna. È stato rettore del complesso museale Santa Maria della Scala di Siena. Attualmente è professore ordinario di Scienza della Comunicazione all’Università di Siena e direttore della Scuola Superiore di Studi Umanistici della stessa università. È autore di più di venti opere tra cui: Il linguaggio dell’arte (1984), L’età neobarocca (1987), Mille di questi anni (1991), Breve storia della semiotica (2000), Tiziano, La Venere di Urbino (2003), Come si legge un’opera d’arte (2008).
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